

Alan Wake
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01Informazioni su Alan Wake
A Bright Falls, la ricerca della moglie scomparsa dello scrittore Alan Wake si trasforma in un thriller psicologico. Una Presenza Oscura gli dà la caccia mentre cerca di risolvere il mistero e salvarla. La luce è uno strumento centrale per combattere l’oscurità. Valutazione dei giocatori Steam: 89% positiva su 46.265 recensioni. Uscito il 16 febbraio 2012.
Team
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≈ 1,11 €2025-10-24 · Microsoft StoreGioco base · stessi dati del grafico sopra; storico in USD, non minimo Steam regionale.Lingue supportate
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Dati dell’edizione Steam per PC · 2026-10-21
02Prima di acquistare
Comandi
La versione Steam per PC supporta completamente i controller, oltre a mouse e tastiera.
Modalità di gioco
Alan Wake è un gioco per giocatore singolo, pensato per l’esperienza in solitaria.
03Domande frequenti
Di cosa parla la storia?
Sua moglie scompare durante una vacanza a Bright Falls. Cercandola, Alan trova pagine di un thriller che non ricorda di aver scritto.
Che ruolo ha la luce nei combattimenti?
La luce è centrale nei combattimenti: Alan deve respingere l’oscurità mentre attraversa Bright Falls.
Gli episodi speciali sono inclusi?
La descrizione per PC specifica che sono inclusi gli episodi speciali “The Signal” e “The Writer”.
“As you play, the hero narrates your night like a novel, and the pages you find spoil what's coming. Light is your weapon, the six chapters play like a TV series, the mood still lands; the combat is just one burn-and-shoot loop that wears thin, and the aim is sticky.”
Il nostro verdetto
Praised loudly, sold modestly, later canonized as a cult classic
Set Alan Wake back in its 2010 coordinates and it's a critically strong game that never became a commercial hit. Metacritic 83, OpenCritic 80 with a 76.6% recommendation rate, and Time magazine flatly named it 2010's game of the year; but the sales came slowly, the original was slow to earn out, and Remedy spent five years and several slipped dates dragging it to the finish line.

Time, though, sided with it. Over more than a decade its long-tail reputation has only hardened, and an 89% positive rating on Steam across 43,793 reviews shows that new and old players alike still vouch for it. It became the archetype of the game that didn't sell through but got passed hand to hand and canonized as a classic by one generation after another — its worth was confirmed slowly, by people, over years. Put another way, the bets it placed in 2010 look more forward-thinking in hindsight, not more dated, and that's a courtesy time only extends to the genuine article.
Who should buy it, and who should steer clear
So in 2026, who's the one to finally catch up on this? The answer is clean: if you love a moody mystery series, if Lynch and King are your register, if you'll happily pay for atmosphere and storytelling, then Alan Wake is close to made for you. The narration, the chapter breaks, the end-of-episode songs, the small-town oddballs — they'll carry you through in one sitting the way a good Pacific Northwest mystery does.

Flip it around, and if you only want hard, jolting scares or top-tier crisp gunplay, you'll likely come away let down. Its horror leans "unease" over "fright" and doesn't lean on jump-scare volume; its combat leans "performance" over "handling," and it repeats by the back half. Players who can't make peace with those two things should steer clear.
At bottom, this is a game you come to for the story and the mood, one whose combat flaws you have to be willing to forgive.
The step where Remedy turned, and the core nobody has copied
Zoom out, and Alan Wake is the pivotal step where Remedy turned from the pure action shooting of Max Payne toward narrative-driven, authored games. Without this 2010 experiment in light-and-dark, episodes, and a writer narrating himself, there's no more polished Control later, and no higher-rated proper sequel in Alan Wake 2 in 2023 — this is the origin point of the whole Remedy connected universe.

And the thing later games can't seem to copy is, still, that core: you play, and the protagonist narrates everything you're living through as a chapter of his novel, and the pages you find have already written your ending. That experience of being spoiled on your own story as you live it is something even its most direct rival, the small-town psychological horror benchmark Silent Hill 2, has no episodic rhythm to reproduce. More than a decade on, with plenty of imitators around, almost nobody has pulled the trick off this coherently. For anyone trying to understand how narrative games got to where they are, this is a lesson you can't skip.
Recensioni Steam popolari
Selezione in lingua madre · 10 recensioniLe recensioni utili selezionate in questa lingua includono consigli e critiche. La selezione non rappresenta la valutazione positiva complessiva; i pareri riguardano la versione recensita.
Si respirano le atmosfere tipiche dei romanzi di S. King. E’ un concept originale, con interessanti scelte di game design. L’action in terza persona, di sottomatrice thriller, dei Remedy non ha ottenuto tutto il successo commerciale che meritava. Presenta alcune idee interessanti e originali; sicuramente il lungo e travagliato sviluppo, che ne ha visto mutare anche il genere in corso d’opera, non l’ha aiutato. Questa versione pc risulta un porting di discreta fattura con inclusi i dlc: Il segnale e Lo scrittore...anche se si poteva fare di più sul lato ottimizzazione e scalabilità. Storia: Alan Wake, un tempo famoso, si trova ora avvinghiato nel classico blocco dello scrittore. Deciso a ritrovare la gloria di un tempo, si reca nell’apparente tranquilla cittadina di Bright Falls, in compagnia della sua dolce metà Alice. La location lontana, dai riflettori e ricca della natura incontaminata, è il luogo adatto per ritrovare la serenità. La coppia ha affittato un cottage su un isolotto nel bel mezzo di Cauldron Lake per gustarsi quest’angolo di paradiso…o forse no…la zona e i suoi abitanti potrebbero nascondere oscuri segreti…ma forse sono solo superstizioni…di fatto Alan precipita in uno dei suoi ricorrenti incubi: stavolta Alice viene inghiottita dalle acque che circondano il cottage. Ore dopo si ritrova intontito in auto; è notte fonda…cosa ci fa lì, come ci è arrivato? Sta ancora sognando? No! Si era appena svegliato. Ma qualcosa pare essere mutata. Nell’oscurità, la testa gli gioca brutti scherzi. Vede forme umane rivestite d’una oscura patina…forse, malvagità?…sta forse sognando ancora? No! Le sensazioni sono troppo forti per essere melliflue. Sorto il nuovo giorno, pare essere tornata la tranquillità tanto agognata; ora deve cercare Alice! Ma i cittadini di Bright Falls non sono collaborativi -non vogliono aiutarlo, affermano che il cottage sul lago è stato distrutto diversi anni prima- intanto arriverà in suo aiuto, l’amico e manager Berry…ma quella misteriosa telefonata… In quest’avventura suddivisa in episodi, a mò di fiction, ogni capitolo si conclude con una colonna sonora, il successivo appuntamento viene introdotto con il classico: <negli episodi precedenti...> Alan è al tempo stesso elemento attivo e passivo delle vicende scritte da sé; in un equilibrio in bilico tra la vita e la morte. Ci ritroviamo a calcare un mondo parzialmente esplorabile, tra le trasmissioni radiofoniche di Pat Maine e le puntate di "Night Springs" in Tv. L’angoscia sale quando recuperiamo pagine del manoscritto elaborato dallo stesso Alan. Esse descrivono eventi in cui ci imbatteremo nell’immediato futuro; nel classico gioco del gatto col topo…soltanto che Alan è causa dei suoi stessi mali; anche se non ricorda di aver scritto nulla del genere. Gameplay: 24 ore suddivise tra la notte (ricca di gente losca, ricoperta di una coltre corruzione che ci attacca di soppiatto) e il giorno in cui i cittadini appaiono quasi del tutto normali. Di notte gli esseri umani sono invulnerabili al buio; ecco allora i ripari nelle piazzole illuminate da corrente alimentata da generatori difettosi. Non si può sostare, non c’è tempo da perdere, bisogna recuperare le pile per la torcia elettrica! La luce travalica il fitto male oscuro, rivelandoci i corpi di uomini assetati di sangue, ora non più immuni alle pallottole delle diverse bocche da fuoco da recuperare. Oltre ad oggetti che emanano fasci di luce (torce, bengala, granate accecanti, fari di auto e una pistola a razzi S.O.S.) Alan può contare sulle alle armi da fuoco e su una schivata. Comparto tecnico: una telecamera non ben posizionata, le sezioni in auto rese frustanti dalla mal calibrazione dei movimenti e le schivate goffe del personaggio sono elementi di controllo resi volutamente poco fluidi e mal ottimizzati, per accrescere il clima di tensione…in stile Silent Hill e Dead Space. Le Texture, seppur migliorate rispetto alla versione console (il titolo esce 2 anni dopo l’esclusiva xbox) risultano in bassa definizione. Ottime le ombre dinamiche, e i particellari (soprattutto per la nebbia e fasci di luce). Comparto grafico: ricco di pathos: si passa dalle sereni e verdeggianti oasi naturali, alle sere ricche di nebbia e notti brulicanti di voci di esseri misteriosi. Oltre agli esterni, in stile thriller-horror tipico di zone lontane dai centri abitati, ci sono i claustrofobici interni tra abitazioni disabitate e miniere abbandonate: terreno fertile per scontri più ostici visto lo spazio angusto. Ottima la visuale cinematografica dall’alto, nelle cut-scene, che ci fa cogliere le location in tutto il loro splendore. Comparto audio: buone le musiche, il doppiaggio in italiano si mostra altalenante, con alcuni timbri vocali decisamente stereotipati e una invece buona traduzione italiana. L’effettistica in generale è buona, pecca un po’ nella monotonia. Extra Salatare i loghi e velocizzare l'avvio Se questa recensione ti è stata utile clicca "Segui" sulla pagina Curatore del mio gruppo steam: resterai sempre aggiornato con le mie recensioni, guide e soluzioniMostra di piùMostra meno
Videogioco survival horror del 2010, molto incentrato sulla trama. Registicamente e narrativamente ben fatto, ma poco efficace come horror, e gravemente azzoppato da una forte ripetitività. Personalmente, l'ho trovato deludente, ma è tutt'altro che un brutto gioco. L'omonimo protagonista è uno scrittore che si prende una vacanza con la moglie nel paesino di Bright Falls, tipico paesino di boscaioli e pescatori dove tutti conoscono tutti, per superare il proprio blocco creativo; lì entra in contatto con una presenza oscura; sua moglie sparisce, e lui si risveglia in una macchina senza alcun ricordo degli ultimi sette giorni. Da lì, un romanzo che non ricorda di aver scritto sembra prendere vita intorno a lui. Come la premessa vi farà immaginare, ambientazione, tema dell'arte che diventa realtà, tipo di horror, tipo di protagonista, è tutto molto alla Stephen King. E il gioco non lo nasconde, perché è pieno di riferimenti e citazioni a King e a Hitchcock. Nonostante la scarsa originalità, però, la trama non è affatto male: lancia una situazione totalmente fuori di testa, e mette assieme i pezzi un po' alla volta; il problema è che il mistero viene svelato veramente troppo presto. Ha dei personaggi secondari abbastanza interessanti, e il finale è piacevolmente aperto e ambiguo. Il gioco è strutturato come una serie televisiva: diviso in episodi, ognuno dei quali finisce con un cliffhanger e comincia con un recap. Scelta senz'altro originale, ma che sinceramente non mi sembra una buona idea. Avrebbe avuto senso se fossero stati rilasciati separatamente, stile TellTale Games, ma così sembra che voglia obbligare a giocare un episodio per volta, a interrompere in quei punti, ma ogni episodio è decisamente troppo per questo scopo. L'aspetto horror viene costruito bene all'inizio, ma poi vive di rendita. Nelle lunghe sezioni nella foresta, crea un'atmosfera dannatamente inquietante: l'Ombra che si muove intorno ad Alan, ogni movimento o rumore fra i cespugli che sembra un nemico, luci spettrali in lontananza come unica ancora di salvezza, il senso di sollievo misto a paura alla vista di un edificio, e pochissimi jumpscares. Il combattimento è appiccicoso, frustrante, il che in teoria è ottimo per un survival horror; districarsi fra schivate, puntare la torcia, sparare, guardarsi continuamente alle spalle (l'IA è molto intelligente, i posseduti cercano continuamente di aggirare il giocatore), scappare per avere quel secondo per infilare nel revolver un proiettile in più, rende tutto molto teso. La foresta, però, è l'unico ambiente in cui rende davvero bene, quindi è una carta che viene giocata troppo spesso perché il giocatore non capisca i suoi pattern, facendosela venire a noia per sfinimento. La difficoltà viene quindi alzata semplicemente aumentando il numero di nemici, con lunghissime sezioni di solo combattimento. In questo modo, l'atmosfera horror viene distrutta, e le limitazioni del sistema di combattimento (in primis la schivata) si fanno tragicamente sentire. Commette altri errori. Innanzitutto la musica. Ogni volta che compaiono dei nemici arriva una musica tesa, che sparisce quando non ci sono più. Una volta capito il trucco, è praticamente un segnale danger/no danger che distrugge la tensione. Stesso discorso quando, alla comparsa di un nemico, la telecamera lo inquadra con tanto di slowmo. In secondo luogo, ci sono troppe munizioni per essere effettivamente "survival"; e anche ben ce ne fossero meno, la maggior parte delle volte i rifugi dove scappare sono lontanissimi (i posseduti sono veloci, e Alan è il peggior scattista dell'universo), per cui la fuga non è quasi mai un'opzione, e i metodi di uccisione indiretta sono troppo contestuali per farci affidamento. Infine, la presenza di collectibles, il modo più sicuro per annientare l'immersione in un videogioco: se alcuni di questi collectibles sono persin delle buone idee (le trasmissioni radio approfondiscono l'ambientazione di Bright Falls, e molte delle pagine del manoscritto sono utili per approfondire rami secondari di trama che Wake non vive in prima persona), altre pagine sono degli spoilers allucinanti, e altri collectibles... dai, thermos di caffé? Credo si meriti una lode per gli ambienti, estremamente curati: paesaggi mozzafiato, boschi e campagna realistici, paese vivo, ottimo contrasto fra la vitalità giornaliera e l'oscurità notturna. Alla fine della fiera, però, l'ho trovato un gioco abbastanza "meh". Sa raccontare bene la sua storia, ma manca di profondità; sa creare un'atmosfera paurosa, ma non sa mantenerla; ha delle buone idee, ma è troppo monotono e ripetitivo per non diventare prevedibile e frustrante.Mostra di piùMostra meno
Preso con grandi aspettative, Alan Wake mi ha affascinato come pochi altri giochi hanno saputo fare, rivelandosi un titolo di egregia fattura e perfettamente in sintonia con quello che cerco in un videogioco. Il giocatore vestirà per tutta l'avventura i panni del celebre scrittore Alan Wake e vivrà l'esperienza di una sorta di thriller psicologico, addentrandosi in una realtà plasmata dalle parole di uno scrittore tormentato dagli incubi, all’interno di un contesto in cui si contrappongono ombra e luce, con il risultato di immergere completamente il giocatore in una sorta di romanzo avvolto da mistero e oscurità. Di ottima fattura la struttura della narrazione, presentandosi come una sorta di telefilm alla Lost, con le vicende di Alan suddivise in più episodi, mostrando, all'inizio di essi, un breve riassunto di quello che è successo in precedenza. Idea azzeccata quella di inserire all'interno degli scenari le pagine appartenenti ad un manoscritto, le quali si faranno portavoce di eventi e fatti che si verificheranno in futuro. Questo, pur rivelandoci prima del dovuto cosa accadrà, incrementa il livello di curiosità e di ansia, in quanto si è consapevoli di cosa accadrà successivamente senza, però, precisare quando e quali conseguenze provocheranno. Da sottolineare anche il fatto che, nonostante i percorsi siano pressoché lineari, ci si imbatterà, oltre alle tante pagine disseminate per lo scenario, in TV contenenti gli episodi di Night Springs (una sorta di trasmissione che illustrerà, con attori tratti dalla realtà, casi che hanno per oggetto il paranormale) e in altri piccoli ma graditi accorgimenti che spezzeranno le fasi di combattimento presenti nel gioco. Il gameplay, pur attingendo ad un arsenale di armi limitato e senza proporre una grande varietà a livello di nemici, si presenta semplice ed immediato, risultando però alla lunga eccessivamente ripetitivo, in quanto i combattimenti e la loro risoluzione rimangono pressoché invariati in ogni episodio, fatta eccezione per i due DLC dove risultano essere leggermente più vari. L'arma principale sarà la torcia, che ci permetterà di aprirci un varco tra l'oscurità che avvolge persone ed oggetti, alla quale occorrerà affiancare un'arma da fuoco. Il personaggio sarà dotato di una salute autorigenerante (si rigenera molto velocemente sotto i pali della luce, i quali svolgono anche la funzione di checkpoint), potrà schivare il colpo in arrivo con un semplice tasto e raramente si troverà ad affrontare situazioni particolarmente impegnative. Inoltre, sarà impossibile perdersi o ritrovarsi dinnanzi a punti morti vista la presenta di una mini mappa che indicherà precisamente il luogo nel quale dobbiamo andare. Graficamente parlando, il titolo è stato migliorato rispetto alla versione per Xbox 360, offrendo una visione di Bright Falls e delle zone limitrofe più dettagliata e mostrando suggestivi paesaggi e scenari realizzati in maniera egregia e sempre ricchi di dettagli. Una vera e propria delizia per gli occhi, con dei requisiti hardware abbordabili anche per i computer con un po’ di anni sulle spalle e una accentuata scalabilità. L'unica pecca sono le mimiche facciali che risultano essere poco espressive ed alquanto legnose. Tutto ciò è sostenuto da eccellenti musiche e da un doppiaggio di ottima fattura, che creano la giusta alchimia tra aspetto estetico e comparto sonoro, concependo, quindi, una sublime atmosfera, Per quanto riguarda la longevità, ogni episodio, a difficoltà normale, intratterrà per circa 2 ore ciascuno, per un totale di 16 ore circa di gioco, se si considerano anche i DLC. Per sbloccare alcune pagine appartenenti al manoscritto occorrerà rigiocare il gioco a difficoltà incubo ma, a parte questo, non sussiste nessun altro fattore che invogli il giocatore a rigiocarsi il titolo una seconda volta. Remedy, dopo il successo di Max Payne, ha dimostrato ancora una volta la propria rara abilità, creando un personaggio principale con una profonda e ben sviluppata personalità ed eccellendo per quanto concerne la narrazione, proponendo, oltre ad una trama ramificata, ben scritta e non scontata, personaggi azzeccati e ben caratterizzati. Ottime anche le dettagliate ambientazioni, che non mancheranno di offrire scorci davvero suggestivi, e complessivamente buono l'audio generale. Nonostante il gameplay eccessivamente ripetitivo, si tratta di un must have per tutti coloro che pongono l’atmosfera e la narrazione al primo posto. Voto: 9Mostra di piùMostra meno
Gioco con trama molto avvincente e davvero ben fatta. Il problema sono i combattimenti che secondo me potevano essere anche evitati o addirittura non inserirli nel gioco (una sorta di avventura grafica o simili). Si poteva fare un bel gioco anche senza dover sparare che purtroppo rovina molto il gioco in quanto ci sono troppi incontri e troppo spezzettati. Mappe ben fatte, ma vuote se non fosse per i collezionabili e le munizioni. Purtroppo per questo non mi sento di consigliarlo pienamente.Mostra di piùMostra meno
Alan Wake è uno dei giochi più sottovalutati di sempre. E non inizio con questa frase a caso. Vorrei che le molte (troppe) persone che non lo hanno ancora fatto provassero a giocare anche oggi (2017) a questo titolo ancora attualissimo. Partiamo dal punto forte del gioco. La trama. Pur non essendo un fautore della narraziona a tutti i costi in un gioco devo dire che la trama in Alan Wake è davvero ben fatta. Sarà per l'atmosfera alla Stephen King, sarà che richiama generi letterari e cinematografici che a me stanno a cuore ma il dipanarsi della storia ha qualcosa di magnetico e accattivante che ti spinge a finire il gioco in una sola run. Altro punto forte del gioco è la grafica. A mio modesto parere una delle più belle rese grafiche a dei migliori motori grafici del 2010! I dettagli sono fantastici e l'illuminazione crea un'atmosfera unica. Unico punto dolente è l'ottimizzazione. Giocare a dettagli alti e risoluzioni elevate (4K ad esempio) è possibile solo con schede ultraperformanti (io con la mia gtx 980 ho a volte inspiegabili netti cali di frame a questa risoluzione). Il sonoro e buono e fa il suo dovere. Una nota di eccellenza la merita il doppiaggio in italiano, uno dei migliori che io abbia mai visto in un videogame. La giocabilità è a livelli buoni ma non eccellenti. Ci sono molte critiche relative alla legnosità dei movimenti (che ammetto è presente) ma secondo me il modo in cui Alan intergisce con l'ambiente e anche il sistema di mira e schivata (quest'ultimo per me difficilissimo con mouse e tastiera) ben si sposa con il senso di spaesamento che cattura Alan Wakke durante la sua discesa nell'incubo. Comunque il tutto migliora secondo me se giocato col pad (anche quello vecchiotto della Xbox 360 va alla grande). La longevità ovviamente è quella tipica di un gioco centrato sulla narrativa. Però finire il gioco e con un occhio ai collectibles (termos di caffè, pagine del manoscritto) vi impegnerà per una buona ventina di ore e anche di più. Comunque (ovviamente) una volta che lo finirete difficilmente ci tornerete su se non a distanza di anni com'è capitato a me. Da aggiungere che una volta finito in modalità normale viene sbloccata la difficoltà Incubo, in cui sono presenti altri manoscritti da raccogliere. Se siete achievement hunters potreste rigiocarlo perché secondo me gli achievement sono molto bilanciati ed interessanti. Il mio giudizio finale è decisamente positivo. Io lo consiglio a tutti coloro che amano le atmosfere degli horror all'americana (King fra tutti) e agli amanti delle trame intricate (e perché no dei gialli o dei thriller psicologici). Secondo me, ripeto, un gioco molto sottovalutato più che dalla critica dall'utenza e che meriterebbe senza ombra di dubbio un degno seguito. APPEAL &CONCEPT 9.5/10 (atmosfera stra-ispirata e trama da urlo) SUPPORTO 5/10 (gli sviluppatori avrebbero potuto prestare più attenzione all'ottimizzazione della versione PC. Gioco ormai non più supportato) GRAFICA 8.5/10 (grafica ottima e ancora oggi fa la sua figura) SONORO 9/10 (effetti sonori buoni e devo dire che anche il doppiaggio in italiano è fatto alla grande) GIOCABILITA' 6.5/10 (Meccaniche ok ma controlli che possono essere giudicati legnosi che comunque legano con l'ambientazione. Consiglio di giocarlo col gamepad e questo potrebbe non piacere a qualcuno) LONGEVITA' 7/10 (più di 20 ore di gioco garantite per terminare il gioco anche a bassi livelli di difficoltà. Scarsa rigiocabilità che però può essere aumentata se si cerca di sbloccare gli achievements) ACHIEVEMENTS OK VOTO FINALE 8.5/10 (gioco come detto molto sottovalutato... se siete fanatici degli horror o dei thriller o se siete solo alla ricerca di un gioco con una trama avvincente compratelo, ormai costa pochi spiccioli. A quando un sequel?)Mostra di piùMostra meno
Penso che questo sia uno dei giochi più sopravvalutati a cui abbia mai giocato. Storia banale con diverse incongruenze e a tratti incomprensibile, gameplay monotono e ripetitivo già dalle prime ore, game desing a dir poco ridicolo (cut scene, incidente random, perdita di tutto quanto accumulato in precedenza, massacri vari e si torna all'inizio), level desing che sembra uscito da un gioco anni '90 dalla sua prevedibilità, varietà nei nemici ridottissima, grafica che nonostante tutto ha numerosi difetti (dalle texture, alle animazioni, al morphing facciale), pessimo sistema di controlli, difficoltà mal calibrata, delle "licenze artistiche" fin troppo forzate (per dirle una, la possibilità di incrementare l'intensità della luce delle auto), uno spawn dei nemici totalmente senza senso e un'ambientazione suggestiva ma alla lunga noiosa fanno sì che i pochi pregi del titolo passino totalmente in secondo piano. Tra i pochissimi aspetti che si salvano vi sono la trama, che seppure come detto banale riesce a intrigare, anche per merito di una buona caratterizzazione dei personaggi (pessimo invece il doppiaggio italiano), l'atmosfera generale del titolo, alcune intuizioni ben riuscite (come i vari utilizzi della torcia), il sistema di illuminazione e gli effetti atmosferici. Questi tuttavia non riescono a mascherare tutti i problemi nel gameplay sopra citati; incomprensibile l'altissima media dei giudizi, da comprare solo con fortissimo sconto.Mostra di piùMostra meno
Questo gioco ha una bella grafica , una trama avvincente ,colpi di scena , però devo dire che a volte mi fa venire un nervoso , perchè in certi momenti sono troppe queste ombre che ti assaltano da tutte le parti e non riesci a cercare le pagine del manoscritto .Mostra di piùMostra meno
Un gioco ripetitivo su binari e meccaniche poco entuasiasmanti. La trama è derivativa , assurdamente contorta e scritta veramente male. Un passo falso per Remedy. Il gioco l'ho finito su 360 e rigiocato su pc.Mostra di piùMostra meno
Sono sorpreso che solo 4 dei miei amici di Steam abbiano questo gioco, ciò significa che ben pochi sapranno che tra pochi giorni verrà rimosso dal mercato ed è per questo che è allo sconto del 90%. Consiglio vivamente di comprarlo a questo prezzo ridicolo perchè è veramente fatto bene, divertente da giocare e molto intrigante nella trama. Mistero, azione e atmosfera, ottimo prodotto.Mostra di piùMostra meno
Atmosfera di grande effetto e parte iniziale che promette molto. Putroppo in breve ci si rende conto di un gameplay ripetitivo fino alla noia. Anche la storia risulta piuttosto confusa e francamente deludente. Non mi sento di consigliarlo più di tanto.Mostra di piùMostra meno
Fonte: recensioni originali degli utenti Steam. I voti di utilità sono un’istantanea archiviata, non dati in tempo reale. Ultima raccolta: 15/08/2026.
