
Heavy Rain
Storico prezzi
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01Informazioni su Heavy Rain
Heavy Rain è un thriller psicologico interattivo sulla caccia all’Assassino degli Origami. Quattro personaggi seguono piste e motivazioni diverse, mentre scelte e azioni rapide possono trasformare la storia. Il mistero si sviluppa nell’arco di quattro giorni di suspense. La versione Steam per PC offre il gioco in singolo e il supporto completo ai controller. Lingue supportate per interfaccia e sottotitoli: Cinese semplificato, Cinese tradizionale, Inglese, Francese, Italiano, Tedesco, Spagnolo, Danese, Olandese, Finlandese, Giapponese, Coreano, Norvegese, Polacco, Portoghese, Russo e Svedese. Data di uscita: 18 giugno 2020. La valutazione attuale su Steam è 85% su 27.246 recensioni.
Team
Minimo registrato in 36 mesi
≈ 0,95 €2026-07-30 · KinguinGioco base · stessi dati del grafico sopra; storico in USD, non minimo regionale Steam.Supporto linguistico
| Lingua | Interfaccia | Sottotitoli | Audio |
|---|---|---|---|
| Cinese semplificato | Sì | Sì | — |
| Cinese tradizionale | Sì | Sì | — |
| Inglese | Sì | Sì | Sì |
Mostra altre 14 lingue
| Lingua | Interfaccia | Sottotitoli | Audio |
|---|---|---|---|
| Francese | Sì | Sì | Sì |
| Italiano | Sì | Sì | Sì |
| Tedesco | Sì | Sì | Sì |
| Spagnolo | Sì | Sì | Sì |
| Danese | Sì | Sì | — |
| Olandese | Sì | Sì | Sì |
| Finlandese | Sì | Sì | — |
| Giapponese | Sì | Sì | Sì |
| Coreano | Sì | Sì | — |
| Norvegese | Sì | Sì | — |
| Polacco | Sì | Sì | Sì |
| Portoghese | Sì | Sì | Sì |
| Russo | Sì | Sì | Sì |
| Svedese | Sì | Sì | — |
Dati dell’edizione Steam per PC · 2026-10-21
02Prima di acquistare
Modalità e controlli
La versione Steam per PC è per giocatore singolo e offre il supporto completo ai controller. Sono supportati anche tastiera e mouse.
Lingua
È disponibile l’audio completo in inglese; le lingue confermate per interfaccia e sottotitoli sono mostrate in tempo reale.
03Domande frequenti
Di cosa parla Heavy Rain?
Segui l’Assassino degli Origami attraverso quattro personaggi. Scelte e azioni possono cambiare la storia e decidere chi vive o muore.
Posso giocare a Heavy Rain con un controller?
La versione Steam per PC supporta il gioco in singolo, tastiera e mouse e il supporto completo ai controller.
Quali ottimizzazioni PC sono incluse?
La versione PC è descritta con risoluzione 4K e una frequenza di 60 fps.
“A multi-protagonist interactive drama where branching QTE decisions shape character fates across rainy cityscapes and multiple endings.”
Il nostro verdetto
What is left once the dating is stripped away
If you are willing to spend ten hours on a dark suspense film whose direction you get to rewrite with your own hands, Heavy Rain is still worth trying once. The point was never whether it has dated — of course it has — but how much genuinely effective material remains after the dating is accounted for. The answer is: quite a lot. The weight of the branching choices, the pressure of knowing a protagonist might be lost for good, the gloom so thick it feels almost damp on your skin — these things still work today. The game does not lean on a big open world or a complicated set of systems. It leans on relentlessly forcing you to make decisions, and in doing so it turns a story you might otherwise watch and forget into a memory that keeps asking you why you chose the way you did.
It earns its place in history, too. Heavy Rain collected recognition from BAFTA for both its storytelling and its technical innovation, and it stands as a milestone in interactive narrative — a work later designers openly built upon. That lineage is part of why it still matters: Detroit: Become Human and a long line of choice-driven dramas advanced precisely by standing on its shoulders.
There is a particular pleasure, too, in playing a game that was confident enough to let you fail forward. Heavy Rain does not pause to scold you or quietly reload when a scene goes badly; it simply absorbs the misstep and keeps moving, carrying your mistake into the next chapter as if to say this is the story you made now. That refusal to coddle is rare, and it is a large part of why the experience lingers. You finish not with the tidy satisfaction of having optimised a run, but with the uneasier feeling of having lived through a version of events that was partly your fault. Few games of any era are brave enough to leave you holding that.
Do not aim your expectations wrong
But do not point your expectations in the wrong direction. This is not a work that is especially solid at the level of play, nor one that is especially airtight at the level of script. The QTE-driven manner of progression will leave some players feeling like a slightly busier member of the audience, and the shortfalls in dialogue and voice work will keep reminding you that this is an older title carrying the marks of its era. The rule that a game over five years old simply reads differently applies here with obvious force: play it now and you will more easily spot its seams, and more easily recognise how many later interactive dramas kept walking forward from where it stopped.
So is it worth those ten hours? Yes — on one condition. The condition is that what you want is a branching, consequence-bearing, slightly clumsy suspense experience, rather than a mature and comprehensive modern game system. It is not a masterpiece, and it is absolutely not a dish everyone can stomach. The voice work is its weakest seam, the play its thinnest layer, the atmosphere and the stakes its enduring strengths. But on the specific line of interactive storytelling, it still earns the right to be played seriously at least once. A 6.5 overall is the honest reckoning: an imperfect, dated, occasionally awkward game that nonetheless leaves something real behind. Treat it as a suspense film, and it goes down far better that way.
Recensioni Steam popolari
Selezione nella lingua originale · 10 recensioniLe recensioni utili selezionate in questa lingua mostrano consigli e critiche. La selezione non rappresenta la valutazione positiva complessiva; le opinioni riguardano la versione recensita.
Ma... cos... Quando uno pensa di aver visto ormai tutto, a 43 anni... e invece... Avevo sempre evitato i prodotti Quantic Dream, la mia esperienza me lo diceva a pelle:"Lascia stare, Dan... metacritic alle stelle, stampa di settore tutta schierata, folle in visibilio... è la ricetta perfetta del perfetto mainstream. Bene che vada fa schifo". Dio mio perché non mi sono dato retta. DIO.MIO. Che cos'è questa roba goffa, nonsense, patetica, melensa, autocommiserativa e mal programmata a cui ho appena regalato 2 ore scarse (per fortuna) della mia preziosa vita... che cosa è. Dal nervoso per i comandi da malati di mente e per la sceneggiatura scritta probabilmente da un ragazzino delle elementari... dopo i primi 10 minuti l'avrei già voluta sterminare io tutta la famiglia del signor Mars, non solo quel rincoglionito del figlio maggiore. Ma chi può pensare che una rappresentazione del genere sia veritiera? Ma poi la morte del primogenito ficcato sotto, ma dai... che originalità, chapeau. È dagli anni 40 che è inflazionata una roba così. Volevo già tagliarmi le vene dal latte ai cogliòni che neanche ero arrivato alla seconda scena. Mi ritrovo due anni dopo, divorziato (ovviamente)... il ragazzino deve mangiare. Va bene... apro il frigo, bevo un succo di frutta (non so perché, non ne avevo nessuna intenzione) richiudo il frigo. Beh? Come si fa da mangiare al moccioso? Perché richiudi il frigo? Riaprilo, dannato Mars, riapri questo càzzo di frigo. No, il frigo non si apre più, non c'è verso, sigillato. Il ragazzino va a letto senza cena, si chiude il sipario. MAMMA MIA CHE CAPOLAVORO OH! Eh si eh... e certo, immersivissimissimo proprio. Pure io a casa se apro e richiudo il frigo 1 volta poi fino al giorno dopo basta oh, che sei matto?! Il realismo. Però c'è una filigrana da farti venire il vomito e non si può togliere, perché dev'essere "cinematografico", ti ci devi immmmmergere, capito? Però il frigo è usa e getta. Mh, vabè. Ma poi ancora 'sta cosa della filigrana, ma basta... è dagli anni 70 che nel cinema non si vede più; insomma una scelta "innovativa" tanto quanto la sceneggiatura del prologo. E così, dopo un'ora e mezza persa per sempre, ho dovuto invocare l'Alt-F4, non lo sopportavo talmente più che non ce l'ho fatta nemmeno a ripassare dal menù. Questa immondizia non la scusa nemmeno il fatto che è del 2010 per PS3, una roba simile era ampiamente superata già all'epoca. Volevo fare il rimborso poi mi sono ricordato che l'ho preso a 2 euro con una key. I 2 euro peggio spesi dei miei ultimi 20 anni... lavarci l'auto sarebbe stato, in confronto, un investimento milionario. Paragonare Heavy Rain ad un film interattivo o ad un'opera d'arte immersiva è come paragonare un libro di Fabio Volo alla Divina Commedia. Successo di pubblico e critica senza precedenti... ma difatti, non potevo aspettarmi altro, d'altronde molta più gente legge Volo (o i suoi pari di altri paesi) piuttosto che Dante. Che massa di rincoglioniti. Aggiornamento: A 10 ore di gioco... che ho continuato perché sono un malato mentale che deve per forza finire ciò che ha acquistato, visto che il denaro non mi esce dal buco del cùlo ma me lo sudo pesantemente... vorrei solo dimenticare ciò per cui ho perso queste 10 ore. Non faccio fatica a capire come mai il consolaro medio sia completamente privo di senso critico verso i videogiochi, visto che è stato "cresciuto" videoludicamente parlando da certi "capolavori". Se Heavy Rain appartiene alla "storia" della Playstation figurarsi il resto, e infatti su console sono stati veramente pochi i titoli epocali, il resto è stata solo ed esclusivamente moda. Una roba di una pesantezza, banalità, lentezza e pateticità come questa io non l'avevo mai vista in vita mia. Tra l'altro sono a circa metà storia e credo di aver già capito tutto su come andrà a finire, spero di sbagliarmi ma è difficile... e non perché io sia uno scienziato, ma perché siamo veramente a livelli insuperabilmente grevi di mainstream cotto e mangiato. Considerazioni a gioco ultimato: Che dire... oltre a confermare quanto detto in precedenza posso solo aggiungere che ci sono dei buchi nel plot, cioè cose fondamentali della storia che non vengono mai spiegate, in nessuno dei 18 finali (di cui tra l'altro la metà buona è completamente inutile)... il più grosso è sicuramente quello dei blackout del protagonista, all'inizio fondamentali per la trama ma che ad un certo punto spariscono, si smette di parlarne e non se ne rivela mai il come o il perché. Poi la caratterizzazione dei personaggi: in alcuni casi è quasi assente, priva di dettagli che un coprotagonista dovrebbe avere (il tizio dell'FBI dove l'ha presa tutta quella tecnologia fantascientifica che ha solo lui? Perché è drogato? E perché le prende da chiunque anche se dovrebbe essere addestrato? La topolona motociclista perché è insonne e preda di incubi? E soprattutto come fa ad andare in giro in moto nel bel mezzo di un nubifragio? Tra l'altro addirittura driftando che nemmeno in Superbike...). In altri è scarsa e anche snervante: del protagonista sappiamo ben poco per essere il nostro alter ego principale ed inoltre è veramente di un melodrammatico allucinante. E della moglie che ha il solo ruolo di piagnisteo iniziale e poi dell'accusatrice che lo fa diventare il principale indiziato... ne vogliamo parlare? Meglio di no. Il più sviluppato e scritto meglio è incredibilmente l'assassino, col quale alla fine se siete psicologicamente normali finirete per empatizzare di più, figuratevi che sceneggiatura di alto livello... vi tocca empatizzare col pazzo perché gli altri sono anonimi o insopportabili. E cmq pure qui sono riusciti a cannare qualcosa: l'età del tizio infatti non quadra con quanto poi visto sulla sua tomba né con quella del fratello gemello o con quella delle news in TV... meh. In tutto questo tralascio altri innumerevoli problemi di incongruenza che un "dramma interattivo realistico" come questo non dovrebbe certo avere, ma che alla fine passano in secondo piano rispetto al resto; come il fatto che Mars riesca ad aprire il calcio di una pistola solo sbattendola o che sopravviva senza un graffio cadendo di schiena sull'asfalto da un'altezza di oltre 6 metri; o ancora che l'assassino (grosso il doppio di Mars) sia riuscito a passare per uno strettissimo cunicolo dove lo stesso Mars appena ci stava... e che si riveli un super soldato da 1 colpo 1 tacca uccidendo decine di guardie del corpo in pochi secondi mirando ad una velocità che nemmeno Batman, quando fino a qualche capitolo prima faceva persino fatica a camminare per via dell'asma (sparito pure questo col progredire del gioco, come i blackout di Mars). E molto altro potrei dire ma mi stoppo. Non nego che nel 2009 questa doveva essere una signora grafica, sulla PS3 in 720 a 30 fps, e che la pollastra centaura con quelle chiappe sicuramente avrà fatto alzare i voti positivi e non solo quelli... ma di sicuro queste sono 2 tra le poche cose positive di Heavy Rain. Oggi una roba del genere è improponibile sotto ogni punto di vista, graficona e belle fighe o meno.Mostra di piùMostra meno
I LASER GAMES Nel 1982 SEGA produceva il primo videogame basato su laserdisc, una tecnologia che permetteva di registrare su un supporto ottico svariati video ad accesso rapido. A seconda delle scelte effettuate dal giocatore veniva avviato un determinato filmato che non richiedeva alcun tipo di caricamento. Questa tecnologia, unita al fatto che il laserdisc consentiva di registrare video di qualità cinematografica, rese i laser games famosissimi nei primi anni '80. Konami, Atari, Data East, Taito… i maggiori produttori di videogames dell'epoca avevano nella loro lineup almeno un titolo in laserdisc; ma fu la Cinamatronics a rendere i laser games famosi in tutto il mondo grazie a Dragon's Lair, probabilmente il laser game più famoso della storia dei videogiochi (non è un caso che, insieme a Pong e Pac-Man, sono gli unici tre videogames conservati allo Smithsonian… e scusate se è poco!). IL DRAMMA INTERATTIVO Tuttavia, con l'avvento dei DVD, i laserdisc sparirono rapidamente dal mercato e con loro i laser games finché, nel 2005, una piccola software house francese (Quantic Dream), guidata dal suo visionario fondatore David Cage, ebbe l'idea di unire le meccaniche dei laser games a quelle delle avventure grafiche. Nasceva Fahrenheit, e con esso un nuovo genere videoludico: l'Interactive Drama. Così come Dragon's Lair, Fahrenheit era un videogame basato sui Quick Time Events: in determinati momenti dell'avventura, il giocatore doveva impartire al protagonista specifici comandi che permettevano all'azione di procedere. La pressione di un input errato generava invece un fallimento (in Dragon's Lair questo era addirittura un Game Over immediato). Eppure Fahrenheit falliva proprio in quello che doveva essere il suo punto di forza: la storia. La trama del gioco risultava infatti debole e inconcludente, il che non permise al titolo di David Cage di diventare un must. Ciononostante Fahrenheit aveva gettato le basi per un nuovo genere videoludico che, nel corso degli anni, avrebbe ispirato tantissimi videogames di successo tra i quali la serie di The Walking Dead della Telltale e Life is Strange della francese DontnoD. HEAVY RAIN Non stupisce dunque che quando nel 2010 la Quantic Dream pubblicò Heavy Rain, questi catturò immediatamente l'attenzione di pubblico e critica. E finalmente, a 10 anni di distanza, il titolo è disponibile anche su Steam in edizione rimasterizzata. Heavy Rain è un'avventura di stampo noir ambientata in una cittadina americana che ricorda moltissimo la città di Philadelphia. Faremo immediatamente la conoscenza di Ethan Mars, un giovane architetto di successo che abita in una villa da sogno insieme a sua moglie Grace e ai suoi due figli Shaun e Jason. La vita perfetta di Ethan è però destinata a cambiare drasticamente e a intrecciarsi con quella di altri tre individui: Norman Jayden, un investigatore dell'FBI giunto in città per indagare su un pericoloso serial killer soprannominato il killer degli origami in attività da ormai due anni; Scott Shelby, un investigatore privato assunto dai parenti delle vittime dell'assassino e Madison Paige una misteriosa donna dall'oscuro passato e che impareremo a conoscere solo con il prosieguo dell'avventura. Preferisco non parlare ulteriormente della trama per evitare spiacevoli spoiler. https://steamcommunity.com/sharedfiles/filedetails/?id=2858675619 David Cage ha imparato la lezione appresa con Fahrenheit e questa volta ha scritto un thriller adrenalinico, ricco di colpi di scena e con una sceneggiatura magistrale. La trama di Heavy Rain unita alla superba regia, mi hanno ricordato a più riprese i film di David Fincher. GAMEPLAY Come Fahrenheit, anche Heavy Rain fa largo uso dei Quick Time Events, che risultano ben bilanciati e più gestibili rispetto al suo predecessore. Purtuttavia il gioco dimostra i suoi anni e mostra il fianco una certa legnosità nei movimenti dei protagonisti, specialmente durante i cambi di inquadratura. Per motivi registici (oltre che di limiti hardware dell'epoca), la telecamera è fissa e permette solo saltuariamente di alternare due differenti visuali (per lo stesso motivo le risoluzioni 21:9 non sono supportate). Sebbene il gioco supporti i comandi da tastiera e mouse, è altamente consigliato l'utilizzo di un controller. In quest'ultimo caso utilizzeremo la sola levetta sinistra per i movimenti, mentre la levetta destra insieme ai quattro pulsanti d'azione sono dedicati ai Quick Time Events. Allo stesso modo le opzioni di dialogo e i pensieri del protagonista compariranno a video sotto forma di parole fluttuanti. Sarà sufficiente premere il pulsante corrispondente per far parlare il protagonista o per ascoltare ciò che pensa. Le linee di dialogo sono tantissime e, unite ai Quick Time Events, consentono di raggiungere un'enorme quantità di finali alternativi. C'è da sottolineare però che, trattandosi di un thriller, una volta raggiunto il primo finale gli stimoli per rigiocare l'avventura si affievoliscono. https://steamcommunity.com/sharedfiles/filedetails/?id=2858675583 COMPARTO TECNICO Nonostante i piccoli problemi al gameplay, il gioco si fa apprezzare ancora oggi per il taglio registico delle scene e per un comparto grafico straordinario che ha ricevuto un ulteriore boost grazie alla rimasterizzazione totale di texture e modelli 3D. Bisogna però segnalare che i modelli dei personaggi comprimari non hanno lo stesso livello tecnico dei modelli principali. Inoltre nelle fasi più affollate è facile vedere a schermo decine di comparse tutte uguali. Ciò che invece ha una qualità indiscutibile è la colonna sonora, la quale può vantare una serie di componimenti orchestrali che contribuiscono a immergerci totalmente nelle scene che vediamo a schermo. Sono invece un po' scettico sulla localizzazione italiana che, sebbene possa contare su nomi di tutto rispetto (tra i quali c'è anche Pino Insegno), ha una qualità altalenante, figlia di tempi in cui il doppiaggio nei videogiochi non riceveva particolari attenzioni. CONCLUSIONI Heavy Rain è in definitiva un ottimo titolo che ha segnato una svolta nella storia dei videogiochi e ha decretato l'ascesa dei Quantic Dream e di David Cage nel genere degli Interactive Drama. Si tratta di un titolo che nonostante l'età si fa apprezzare ancora oggi, confermando l'enorme potenziale che aveva all'epoca. Un gioco senza tempo con una storia avvincente che merita di essere giocata e che ha gettato le basi non solo per i successivi lavori di Davide Cage ma anche per tantissimi altri titoli di successo. RECENSIONI CORRELATE Detroit: Become human NOTE Se avete apprezzato la mia recensione mettete un Like, se non vi hanno convinto mettete un Dislike; in ogni caso lasciatemi un commento e, qualora lo vogliate, indicatemi i particolari del gioco che volete approfondire o che magari non ho trattato. Sarò felice di discuterne con voi. EXTRA - GUIDA AL SETTAGGIO CONTROLLER XBOX Utilizzando un controller XBox ho avuto alcuni problemi con la levetta analogica destra che non riconosceva alcuni input (soprattutto i movimenti circolari). Se anche voi doveste incorrere nello stesso problema, sappiate che ho scritto una guida a tal riguardo https://steamcommunity.com/sharedfiles/filedetails/?id=2858719037/Mostra di piùMostra meno
Heavy Rain è tante cose, ma non il capolavoro di narrazione interattiva che ho visto tanto decantare. Tutto sommato mi sono divertita, ma con grossi, grossissimi MA, che non mi rendono facile consigliare il gioco. Riassumendo senza spoiler, prima di approfondire: È tutto orrendamente, involontariamente comico, cosa che in un drammone serioso non è la prima qualità che si ricerca, immagino. La recitazione è di un cringe esilarante, esagerata alla Nicolas Cage. I dialoghi stessi, soprattutto i monologhi verso il finale, sono raccapriccianti. Una roba che può scrivere un ragazzino edgy alle medie. (L'ho giocato con l'audio originale, non ho idea del lavoro dei doppiatori nostrani, ma non può essere peggio.) I controlli sono un po' macchinosi, come sempre nei lavori della Quantic Dream. Anzi, visto che questo è il titolo precedente a Beyond: Two Souls non posso nemmeno lamentarmi troppo, finché evito la crisi isterica per colpa del lavoro di camera GG, I guess. Le QTE sono una meccanica che mi dà proprio fastidio, ma lì è gusto personale. La storia ha molte potenzialità, potrebbe essere un thriller davvero ben fatto. Purtroppo pecca di plot hole delle dimensioni di Nettuno, red herrings ridicoli e caratterizzazioni dei personaggi che dire superficiali è fare un complimento. Quindi: giocatelo, se lo trovate iperscontato come ho fatto fortunamente io, e godetevi le involontarie risate che vi può regalare. Ora, per gli spoiler - molto spoiler, attenzione - cose random che mi hanno esilarata/disturbata/fatta sbuffare: – Come dicevo, i red herrings: NO DAI VERAMENTE il protagonista che pensa di essere il cattivo perché ha dei vuoti di memoria coincidenti con tutte le sparizioni delle vittime NON è il killer? Incredibile. Innovativo. Se non avessi mai visto un film, letto un libro o parlato con un essere umano nella mia intera esistenza forse – FORSE – avrei potuto pensarlo per i primi venticinque secondi. Lol, no. – Sempre sulla faccenda “Ethan è l'Origami Killer”: lo vediamo perdere coscienza e svegliarsi con degli origami in mano dopo aver sognato corpi annegati e non viene mai spiegato. Non è più un red herring, è un buco di trama. E come fai a continuare a pensare di essere tu il killer quando devi mozzarti un dito mentre qualcuno ti guarda? Pensi di essere ubiquo, oltre che dissociato? - Oltretutto, la dissociazione NON È schizofrenia. Wikipedia esisteva anche nel 2010, e sarebbe bastato avere l'accortezza di fare mezza ricerca. - La caratterizzazione dei personaggi fa molta acqua (aha, acqua) e da molte parti, ma la mia preferita è quella dei figli di Ethan, che sarebbero giustificabili solo se venisse specificato che abbiano un ritardo mentale. Chi gli ha scritti probabilmente non ha mai visto un bambino sopra i quattro anni, immagino. Jason, che muore nelle prime scene buttandosi sotto una macchina che va a cinque all'ora, dovrebbe avere dieci anni e non ne dimostra più di sei. Posso tollerare che un bambino (se è un po' stupido) si perda in mezzo alla folla e non guardi mentre attraversa fino i sei, sette anni. Più tardi è forzato e for the DRAMA, e fa sinceramente un po' sospirare. - Non è così che si scrive un narratore inaffidabile. Il “colpo di scena” di Scott/Origami Killer, oltre a non prendere di sorpresa nessuno che, come sopra, abbia mai fruito qualunque produzione finzionale di qualunque genere, fa anche un po' girare le palle. Vediamo chiaramente, MENTRE COMANDIAMO SCOTT, che Manfred è già morto quando arriviamo sul retro del negozio. Rifarmi vedere la scena retconnata dov'è Scott ad ucciderlo è semplicemente pigro, visto soprattutto che non c'era nessuna ragione perché dovesse morire in quell'esatto momento. È sempre tutto per il drama, ma se crolla la sospensione di incredulità il drama sbrodola via, Mr. David Cage. Sic. – I personaggi femminili – ben DUE! - sono tragici. Bechdel test a parte, non hanno davvero nessun altra funzione se non quella di eye candy. È indispensabile vedere le tette di Madison nella prima sequenza in cui viene presentata, no? C'era il rischio che non si capisse che era una Bambola Sexy Ma Tosta. Ri-sic. – Anche tutta la questione di Madison-che-tradisce-Ethan-perché-è-una-reporter-senza-scrupoli (indovinate? PER IL DRAMA!) non ha senso di esistere, in un gioco in cui possiamo letteralmente sentire i pensieri del personaggio. Il giocatore viene ripetutamente preso per i fondelli da una regia che cerca di infilare più colpi di scena possibile senza capire la struttura base di un colpo di scena. Meh. – In difesa dei personaggi femminili bidimensionali: lo sono anche quelli maschili. Ethan a parte (che è un protagonista fastidioso e con cui è impossibile empatizzare, ma perlomeno con mezza psicologia abbozzata) abbiamo: - L'agente FBI tormentato dalla dddroca con l'attrezzatura futuristica che non ci sta a dire un cazzo; - L'agente di polizia kkkattivo e vvviolento; - Il detective hard-boiled anni '40. È tutto quello che riusciamo a sapere di loro, e due di questi sono protagonisti. Imbarazzante. Potrei andare avanti con particolari ridicoli su particolari ridicoli – non so, ad esempio: come ha fatto un cinquantenne asmatico sovrappeso a spargere due chilometri di cocci di vetro in un tunnel strettissimo? - ma penso che andrò a cercarmi qualcosa con una trama che non sia una prima bozza venuta anche malino.Mostra di piùMostra meno
Trama molto interessante, storia coinvolgente! BellissimoMostra di piùMostra meno
Sarà anche gioco super titolato e premiato, sarà anche che in questo periodo vado probabilmente alla ricerca di qualcosa di più immediato e scorrevole, ma dopo 35 minuti di gioco ho lasciato perdere. Ritmi troppo lenti di sviluppo della storia, comandi elementari e a tratti macchinosi, non si riesce nemmeno a completare alcune azioni di gioco. Sinceramente non mi ha preso.Mostra di piùMostra meno
Comincio col dire che in 20 ore di gioco sono riuscito a vedere 2 dei tanti giochi messi a disposizione per questo gioco,aggiungendo che,al momento,la voglia di rigiocarmelo per vederne altri non ci sta.David Cage è un genio,lo avevo già capito molti anni fa giocando a fahrenheit,ma con heavy rain si è superato trasformando questo gioco in un capolavoro interattivo con possibilità di scegliere l'evolversi della trama (tipico stile di David Cage).potrei dire che,piuttosto che un gioco,potrei considerarlo un film,attori reali digitalizzati e graficamente fatti molto bene.le musiche sono azzeccate,adatte a un gioco del genere.un qualcosa che sa tenerti sulle spine fino alla fine. consigliato,soprattutto se si riesce a giocarlo con un controllerMostra di piùMostra meno
Gioco abbastanza godibile ma che non va oltre la sufficienza partendo da una storia che stenta a decollare e quando succede lo fa nel modo sbagliato, con buchi di sceneggiatura evidenti e confusionari rimandi a parti di trama rimosse dal prodotto finale. I controlli risultano macchinosi a causa di fastidiosi cambi automatici di inquadratura. Il doppiaggio italiano, nonostante sia migliore di quello inglese, è spesso fuori "mood" rispetto alle situazioni in corso.Mostra di piùMostra meno
Heavy Rain è uno di quei giochi che riesce a tenerti incollato allo schermo dall’inizio alla fine. L’atmosfera cupa e malinconica, accompagnata da un’ambientazione autunnale davvero affascinante, crea un’esperienza molto coinvolgente e cinematografica. La cosa che ho apprezzato di più è il fatto di poter controllare più personaggi, ognuno con il proprio punto di vista e le proprie emozioni. Questo rende la storia sempre varia e interessante, senza mai risultare monotona. Anche i Quick Time Events, che oggi si vedono sempre meno nei videogiochi, qui funzionano alla grande, durante inseguimenti e combattimenti aumentano parecchio la tensione e ti fanno sentire parte dell’azione in ogni momento. La trama è piena di mistero, scelte e colpi di scena, e ogni decisione può cambiare il corso degli eventi. È un titolo che punta molto sulla narrativa ma riesce comunque a mantenere alto il coinvolgimento per tutta la durata del gioco. Lo consiglio assolutamente a chi ama le avventure narrative, i thriller psicologici e i giochi dove le scelte contano davvero. Esperienza super immersiva e ancora oggi molto particolare.Mostra di piùMostra meno
È la prima volta che scrivo una recensione dopo aver giocato per neanche mezz'ora, ma l'adattamento prestazionale su Steam è davvero pessimo. Il mio pc ha requisiti superiori a quelli consigliati ma, anche mettendo il livello grafico basso, i movimenti risultano rallentati e alcune interazioni con l'ambiente sono ingestibili. Per esempio, il movimento rapido della levetta del joystick non viene preso. Ho letto in giro che altri si sono trovati con problemi simili al mio, mentre un'altra fetta dei giocatori non ha riscontrato problemi. In pratica, è un tiro di dado.Mostra di piùMostra meno
Fonte: recensioni originali degli utenti Steam. I voti utili sono un’istantanea archiviata, non dati in tempo reale. Ultima raccolta: 15/08/2026.