
Max Payne 3
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01Informazioni su Max Payne 3
Ex poliziotto di New York, Max Payne accetta di proteggere una famiglia facoltosa a San Paolo, cercando di lasciarsi alle spalle il passato e la dipendenza dagli antidolorifici. Quando tutto precipita, cerca da solo la verità e una via d’uscita. Il gioco combina sparatorie e una storia cupa dal taglio cinematografico. I giocatori Steam lo valutano positivamente al 86% su 55.597 recensioni. L’inglese ha doppiaggio completo e sono indicate dieci lingue per l’interfaccia.
Team
Minimo registrato negli ultimi 36 mesi
≈ 3,11 €2024-04-15 · WinGameStoreGioco base · stessi dati del grafico sopra; storico in USD, non minimo regionale Steam.Supporto lingue
| Lingua | Interfaccia | Sottotitoli | Audio |
|---|---|---|---|
| Inglese | Sì | Sì | Sì |
| Francese | Sì | Sì | — |
| Tedesco | Sì | Sì | — |
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| Lingua | Interfaccia | Sottotitoli | Audio |
|---|---|---|---|
| Italiano | Sì | Sì | — |
| Russo | Sì | Sì | — |
| Spagnolo | Sì | Sì | — |
| Polacco | Sì | Sì | — |
| Giapponese | Sì | Sì | — |
| Coreano | Sì | Sì | — |
| Portoghese (Brasile) | Sì | Sì | — |
Dati dell’edizione Steam per PC · 2026-10-20
02Prima dell’acquisto
Storia e azione
Max accetta un incarico di protezione a San Paolo, dove gli eventi sfuggono al controllo. Il gioco unisce sparatorie e una storia cupa dal taglio cinematografico.
Modalità e lingue
La versione Steam per PC indica modalità per giocatore singolo e multigiocatore. L’inglese ha doppiaggio completo; le altre lingue elencate hanno sottotitoli.
03Domande frequenti
Di cosa parla la storia?
Max protegge una famiglia facoltosa a San Paolo e cerca la verità quando la situazione precipita.
Si può giocare da soli?
Sì, il giocatore singolo è indicato tra le categorie.
Cosa include l’edizione descritta?
La descrizione dice che include il gioco originale e i contenuti scaricabili pubblicati in precedenza.
Recensioni Steam popolari
Selezione in lingua madre · 10 recensioniLe recensioni utili selezionate in questa lingua mostrano sia consigli sia critiche. Questa selezione non rappresenta la valutazione positiva complessiva; le opinioni riguardano la versione recensita.
Max Payne ha sempre brillato per due elementi difficilmente riscontrabili nella maggior parte degli sparatutto: storyline profonda, con narrazione coinvolgente e un personaggio carismatico, ed una atmosfera noir angosciante ed opprimente, in grado di creare il giusto scenario per una trama dal grande spessore. All'epoca dei primi due capitoli, Remedy aveva ammaliato i giocatori, che non vedevano l'ora di farsi trascinare dalla sua storia, caratterizzata da quel azzeccato taglio fumettistico intrinseco della narrazione e dagli strazianti incubi e rimorsi che tormentavano Max. Con Max Payne 3, questi elementi cardini sono stati cancellati oppure sminuiti. Rockstar ha voluto puntare dall'aspetto estetico e sul gameplay, mettendo in secondo piano tutto il resto. Il risultato? Un gioco molto realistico, visivamente spettacolare, con un multiplayer godibile e feature in single player capaci di tenere alto il livello di sfida. Fosse un TPS qualunque, sarebbe stato un successone, ma Max Payne ha sempre impressionato per altro. Ora Max Payne è l'ombra di quello che era, la storia non traina il giocatore ma si riduce a semplice giustificazione per dare un minimo di senso all'evoluzione del gioco, l'ambientazione è anonima e poco ammaliante e difficilmente al giocatore rimarrà impresso un ricordo memorabile da questa esperienza di gioco. Voto: 7Mostra di piùMostra meno
Avrà perso l'atmosfera Noir, avrà perso la Sax, avrà perso i capelli.... Ma Max è sempre uguale! Un capitolo eccezionale che cambia tutto mantenendo lo stesso stile. Capolavoro, fatelo vostro :DMostra di piùMostra meno
Non brutto, ma nemmeno bello. L'ombra di cosa era il primo Max Payne. Rigiocherei 1000 volte anzi a quello che a questo. Scordatevi il carisma del Max originale; la colonna sonora e la fantastica ambientazione noir; scordatevi le piccole cose che l'hanno reso un capolavoro come la musichetta fischiettata dalle guardie, certe parti della storia rese tramite fumetto e le sottili scie di sangue sull'abisso durante i ricordi. In Max Payne 3 non c'è niente; solo un ex poliziotto coi capalli rasati capace unicamente di autocommiserarsi fino alla nausea, circondato dal classico clima "Rockstar Games" recente fatto di squallore patinato. La storia lascia indifferenti; il protagonista e tutto ciò da cui è circondato in Brasile idem; certe sue girate di testa che dovrebbero fare colpo e destare empatia sono rese tramite una sorta di motion blur che infastidisce fin troppo presto. Il multi può esser questione di gusti. A me non è mai piaciuto in nessun loro gioco, questo non fa eccezione. Un po' alla lontana può ricordare quello di Red Dead Redemption. Tra l'altro è tutto un continuo casino fatto di bullet time con pompa o corse folli con un uzi per mano. Insomma nulla di trascendentale. Dovrebbe essere un gioco pensato principalmente per la modalità giocatore singolo, che come detto lascia fortemente a desiderare per chi ha giocato il primo Max. Ma anche il secondo. Certo, chi non ha mai giocato al Max Payne originale e apprezza il recente stile Rockstar potrebbe anche divertirsi. Come detto, non è certo veramente brutto. Ma in tal caso eresia! Andatevi anzi a recuperare il primo ...Mostra di piùMostra meno
Sempre un ottimo gioco, ma purtroppo non supera i primi 2 max payne PRO Il gameplay: Rimane più o meno lo stesso dei predecessori, e questa cosa mi è piaciuta un sacco nonostante gli anni passati. L'arsenale delle armi è anche più "equilibrato" visto che potremo portare 2 armi piccole (da usare anche contemporaneamente) e un arma pesante. I livelli: Lineari come i predecessori, ma tengono un'estetica meravigliosa, ogni livello texture diverse. Tiene tantissime location. Altra particolarità che mi è piaciuta (anche se si tratta di obiettivi secondari) è la possibilità di trovare questi "indizi" nei livelli che daranno una sensazione di esplorare il livello (nonostante la linearità). Trama: Niente di troppo meraviglioso per carità, ma sono riusciti a farlo bene il protagonista Max Payne dopo tot di anni, vedendolo come un poliziotto in pensione a prendersi antidolorifici e birra. Per il resto è il classico thriller poliziesco: i colpi di scena ci sono, la trama è abbastanza interessante, insomma le solite cose. è il modo che viene narrato che mi ha dato fastidio (ve ne parlerò nei contro) Modalità Arcade: divertente da giocare, con diverse modalità che puoi impostare, saltando direttamente le cutscene e passando direttamente all'azione! Grafica stupenda CONTRO Narrazione: Ecco il punto dolente per me di questo gioco: Le troppe cutscene! Lo so che ormai in quasi tutti i giochi nuovi puntano sulla trama, le cutscene, le emozioni dei personaggi ecc. Però è esagerato, ho controllato quanto durano tutte le cutscene di max payne 3 su youtube, e indovinate quanto? 3 ORE E MEZZA! calcolando quelle 8 ore e mezza che ho fatto a livello di "gameplay" avrei giocato 5 ore e mezza. E tanto per chiarici, io ci gioco molto a film interattivi come Life is Strange, riesco a godermeli. Ma vedermelo su Max Payne 3 dove voglio sparare e dovermi assorbire minimo 10 minuti di cutscene prima del livello ti fà salire il latte alle ginocchia. Altra cosa fastidiosa della Narrazione? E' Doppiato tutto in lingua originale, quindi addio alla voce divina di Giorgio Melazzi. Ma la parte negativa non è tanto per la voce (il doppiaggio originale è ugualmente bello come l'italiano), ma per i sottotitoli. Preferivo le narrazioni a fumetti, con quel doppiaggio divino e che duravano massimo massimo 5 minuti. Alla fine il gioco mi è piaciuto tanto, era come giocare ai vecchi capitoli ma con qualche novità aggiunta. Il solo lato negativo è stato la narrazione pesante per me. voto 8.5/10Mostra di piùMostra meno
Una delusione oltre ogni misura. Dimenticate la gloria dei primi due Max Payne, dimenticate le atmosfere noir, le sparatorie in bullet time attraverso livelli affascinanti e credibili, i discorsi interiori ed i colpi di scena che sapevano innestarsi splendidamente nell'ordito della trama sapientemente intessuta da Sam Lake. Max Payne 3 non è niente di tutto questo. Un banale shooter privo di qualsiasi fascino e spessore, con un personaggio lontano anni luce dal Max originale, che si muove in sparatorie spettacolari ma del tutto prive di senso all'interno di ambienti estremamente curati ma altrettanto limitati. Un continuo incedere tra arene chiuse e continue cutscene non saltabili, che illustrano una storia fine a se stessa e che si concluderà nello stesso nulla con il quale è iniziata. Giocatelo senza troppe pretese e potrebbe anche piacervi in virtù dell'ottima realizzazione audiovisiva. Ma se volete un Max Payne degno della fama dei primi due fareste bene a tenervene alla larga.Mostra di piùMostra meno
Non esattamente la rinascita del brand che si aspettava, ma Rockstar Games non delude mai: Max Payne è tornato. Cercate di sopportare le prime 4 ore di gioco non troppo brillanti sia in termini di trama che di narrazione: se saprete pazientare, come nelle prime cento pagine dei libri, il più bello viene sempre lasciato per ultimo, o quasi. Ottima grafica, ottimo gameplay, ottima cura al sonoro e grande ritorno del noire e hard boiled. Straconsigliato, sopratutto ai fan della saga (anche i più sfiduciosi).Mostra di piùMostra meno
Il gioco sarebbe stupendo, peccato che sia ingiocabile: uno straconosciuto bug su windows, mai risolto dalla Rockstar, impedisce a migliaia di utenti i salvataggi, ricomincerete sempre da capo; cercate su Google... decine di post di una marea di persone... i programmatori non hanno mai fatto niente. O lo finite tutto in una volta o inutile provare a giocarci, sono almeno una dozzina di ore di gioco se mettete livello facile; ovviamente qualsiasi achievement e sbloccabile è infattibile. Certi abomini di programmatori dovrebbero cambiare mestiere... dice:"ma non sarai esagerato?"... beh per me non è poco, quanti milioni di dollari hanno incassato?? Non è possibile rovinare certe perle con errori di così bassa lega, non si può essere così menefreghisti... mi hanno fatto odiare un gioco che adoravo e che ora non potrò mai finire. D'ora in poi boicotterò sempre Rockstar, ormai piena di soldi tanto da non avere più rispetto dei giocatori. Invito tutti a fare lo stesso.Mostra di piùMostra meno
Avevo giocato e terminato Max Payne 1 e 2 per due volte ciascuno e oramai sono passati circa 10 anni dall’ultimo assaggio. Naturalmente ho bei ricordi dei due titoli e mi sono sempre ripromesso di affrontare il terzo, solo che io fui uno dei tanti che provai sentimenti pregiudizievoli verso le fattezze del nuovo Max. Mi ero troppo abituato ai lineamenti da paresi facciale del primo, dovuti anche alle limitazioni tecniche dell’epoca (in cui vennero utilizzate le fattezze del suo creatore, Sam Lake) per poter mai pensare di accettare una fisionomia così diversa. Al termine di Max Payne 3 mi sono dovuto scrollare di dosso, con fatica, una sensazione di tristezza e di pietà che è perdurata per ore, non riuscendo a togliermi dalla testa tutto quello che ha dovuto passare questo poveruomo nell’incubo che ha dovuto vivere in questo gioco. Se fosse una persona reale lo abbraccerei con i lacrimoni sussurrandogli “tutto è passato, è finita Max”. No, no, non guardatemi pensando a gusti sessuali (sono etero al 150%), ma di empatia verso qualcuno che ha davvero sofferto tanto, arrivando non solo ad accettare quello che credevo inaccettabile (“eh, ma non è il vero Max”) ma addirittura spingendomi a reclamare che lui è per me il vero Max Payne! Sì, perché durante questa estenuante (anche dal punto di vista dei nervi) avventura action vivrete con lui tanti aspetti della sua vita, comprese le sue debolezze, la sua forza interiore e il suo essere una pedina di eventi che subisce e basta, e ancora e ancora e ancora (beh… si chiama Payne…). E così ci si ritrova davanti la sua incapacità di dimenticare il passato e le tante morti di cui è stato spettatore protagonista o incolpevole e di accettare il presente in cui non ha chiaro qual è il suo nuovo ruolo, se mai ve ne fosse uno, in uno stato di depressione da cui rifugiarsi dietro ettolitri di alcol. Finché qualcuno non lo assolda come guardia del corpo di persone di una famiglia influente che, apparentemente, sembrerebbe fare parte del lotto dei buoni. Forse… Ma le cose cambiano velocemente e Max si ritroverà in una spirale di eventi che lui stesso dichiara di non capire. Eppure, sparatoria dopo sparatoria, metterà insieme vari pezzi di un puzzle la cui soluzione solo alla fine troverà una spiegazione. Lui sa di avere l’opzione di uscirsene e ritornare a cercare un senso nella vita, ma decide, con testardaggine, di ficcarsi in fatti che non lo riguardano solo perché sente di avere fallito un’altra volta. Anche se forse non è del tutto così. Nel mentre si ritroverà in balia degli eventi, sempre assistito dalla dea fortuna da una parte (uscendo miracolosamente quasi illeso da ogni situazione disperata) ma maledetto dalla storia della sua vita dall’altra (che proseguirà sempre nel senso dell’entropia della disperazione che può solo aumentare). E questo sia nel grande disegno delle cose che in quelle più terrene. Ho provato tanta tenerezza e pietà quando, arrivato a Panama, è stato aggredito e preso a botte da un manipolo di piccoli delinquenti, mentre lui cercava di non dare fastidio a nessuno. E' qui che si palesa come un uomo terribilmente solo, si percepisce come non abbia nessuno al mondo che esista per lui. Povero Max, così fragile, ma così forte da riprendersi per ristabilire successivamente l’equilibrio delle cose contro quella stessa gente… E tutto questo fino alla rivelazione finale e a un epilogo dopo il quale spererete voi, giocatori, che Max possa finalmente trovare un po’ di serenità nella sua vita. Povero Max, che proprio verso la fine dichiara, lui stesso, di sentirsi grasso e calvo (anche se questo è vero e contribuisce al senso di tenerezza che prova il giocatore). Dal punto di vista dell’implicito viaggio interiore secondo me questo è l’episodio migliore di tutti: tra il detto e il non detto, tra l’osservare tutta quella crudeltà con l’aspetto tecnico del 2013 collegandoci le reazioni di pensiero ed espressive di Max, i “fumetti” raccontati nei primi due titoli mi paiono roba di altri tempi. Per il resto, il gameplay è proprio uguale a quello dei vecchi, solo che in questo caso il supporto del controller è totale, laddove, almeno su PC, mi pare di ricordare che si potesse giocare solo con mouse e tastiera. Si tratta di un TPS, caratterizzato dal fatto di poter usare il bullet time, secondo cui è possibile realizzare azioni rallentando lo scorrere del tempo e facilitando uccisioni a catena molto divertenti e soddisfacenti. Mi aspettavo di più dalla componente esplorativa, invece si tratta sempre di affrontare mappe estremamente lineari con scontri quasi continui, come nei primi Max Payne, in cui sono possibili solo piccole deviazioni utili a scovare i collezionabili (pezzi di armamenti e indizi). Nonostante ciò, la difficoltà relativamente bassa, unita al divertimento delle fasi shooter, rende l’esperienza molto godibile, anche perché si realizza lungo scenari molto vari. Se devo trovare un difetto al tutto, direi che è mala gestita proprio la questione dei collezionabili. Da una parte perché a volte sono facilmente missabili (mi piace come parola) e il gioco è caratterizzato da frequenti check point che non permettono di ritornare nella sezione appena passata (per cui è necessario rigiocare la missione in modo autonomo per andare alla caccia dei collezionabili, cercando di non superare un checkpoint rimanendo a bocca asciutta nuovamente) e dall’altra perché ogni mappa è caratterizzata da una quantità industriale di cut scene non skippabili (perchè il gioco nel frattempo carica) spesso inserite anche solo quando Max apre una porta. Seguendo la storia questo aumenta il pathos degli eventi e l’empatia verso Max, ma rigiocando le mappe solo per i collezionabili le scenette cominciano a irritare. Secondo me durante la ricerca dei collezionabili selezionando i capitoli già giocati dovevano permettere la scomparsa di tutte queste scenette. In un modo o nell’altro. A volte mi passava la voglia solo per questo motivo, tanto che nelle ultime mappe ho lasciato perdere indizi e pezzi di armi (poco male, gli achievement sono anche pieni di richieste non di mio gusto)… peccato, perché ho odiato questo aspetto. Max Payne 3 è uno di quei titoli che mi ricorda qual è la differenza tra un videogioco di autore e un videogioco per passare il tempo. Il primo è una esperienza e da solo tira il carrozzone. Il resto mancia. È sporco, puzza, ti trascina in un mondo che sai esistere ma che non avresti mai creduto potesse essere così crudo. In definitiva bello, bello, bello. A quando il 4? Quando ritornerà uno dei miei eroi preferiti? 7.5/10Mostra di piùMostra meno
Max Payne 3 è il punto di rottura definitivo con i suoi predecessori, in tutti i sensi. Anzitutto perché a differenza dei due capitoli precedenti, questa terza installazione non vede più i finlandesi di Remedy Entertainment impegnati nella realizzazione delle avventure del nostro poliziotto newyorkese preferito, compito che per l’occasione è passato nelle mani di Rockstar Studios e, ahimè, la differenza si sente. Eccome se si sente. Lasciate alle spalle le tinte noir di una New York perennemente innevata, in Rockstar hanno deciso di spostare tutta l’azione nelle strade assolate di San Paolo, dove il nostro eroe si è trasferito per sfuggire ai fantasmi del suo passato e ai demoni che attanagliano il suo presente; ed è proprio nella megalopoli brasiliana che verremo catapultati in una storia che sembra un mix tra “Tropa de Elite” (vi consiglio caldamente di recuperare questo piccolo capolavoro del cinema brasiliano se non l’avete mai visto, non ve ne pentirete) e “Die Hard”, tra favelas in mano a gang di narcotrafficanti e istituzioni che agiscono alla stregua di comuni criminali da strada, tra intrighi familiari e vendette personali. Oltre al cambio di location e di impatto narrativo, la mano di Rockstar si sente anche nelle meccaniche di gioco che in questo terzo capitolo sono più action che mai, con molte scene scriptate e con il leggero abuso dell’espediente rappresentato dal bullet-time. Oltre a questo le menti dietro a GTA e Red Dead hanno deciso di puntare prepotentemente sul fattore “realismo” per quanto concerne il trasporto delle armi, infatti Max Payne potrà portarsi dietro solamente due armi ad una mano nelle fondine, come pistole o pistole automatiche, e un’arma a due mani che verrà automaticamente abbandonata nel caso vorremmo impugnare due armi alla volta per emulare l’ispettore Tequila Yuen; questa impronta realistica è riscontrabile anche sul corpo del nostro amatissimo Max che si porterà appresso tutte quelle cicatrici, piccole o grandi che siano, che collezionerà nel corso delle sue avventure nel paese sudamericano, proprio come un novello John McClane, cosa che ho particolarmente apprezzato. Ve l’avevo detto io che questa nuova interazione Made in Rockstar aveva dei debiti nei confronti della saga con protagonista il poliziotto interpretato da Bruce Willis. Cosa che, invece, non ho apprezzato per nulla è stata la semplificazione degli scontri a fuoco con l’introduzione di una meccanica chiamata “Last Man Standing”, ma in cosa consiste? Banalmente ogniqualvolta verremo colpiti a morte avremo la possibilità di “vendicarci” uccidendo sul colpo uno dei nemici presenti a schermo recuperando così piena salute, in cambio di un consumo di antidolorifico e dell’azzeramento della barra del bullet time, per continuare a sforacchiare i vari sgherri che si metteranno sul nostro cammino di morte e distruzione. Questa meccanica, credo, sia stata introdotta anche per via dell’abbandono del classico sistema di salvataggio manuale presente nei due capitoli precedenti, in quanto Max Payne 3 abbraccia la filosofia dei salvataggi a checkpoint, un sistema decisamente odioso IMHO. Però alla fine Max Payne 3 non riesce minimamente a raggiungere le vette dei due Max Payne sviluppati da Remedy, perché vuoi o non vuoi gli stilemi Rockstar alla lunga escono fuori e risultano fuori luogo per un gioco come questo che ha fatto della “maturità” sempre il suo fiore all'occhiello. Quindi se cercate un buon action, con dei personaggi degni del miglior Grand Theft Auto (si Marcelo, parlo proprio di te) e con una trama tutto sommato godibile, anche se sa di già visto, Max Payne 3 è il titolo che fa al caso vostro; se invece volete reimmergervi nelle atmosfere che tutti abbiamo avuto il modo di amare in passato e se le operazioni di svecchiamento e rielaborazione alla Splinter Cell Conviction non sono di vostro gradimento: passate tranquillamente oltre, continuate a giocare ai due titoli precedenti e pregate Cthulhu o la divinità che più vi aggrada, che i rispettivi remake non vengano fuori una monnezza.Mostra di piùMostra meno
Fonte: recensioni originali degli utenti Steam. I voti di utilità sono un’istantanea archiviata, non dati in tempo reale. Ultima raccolta: 15/08/2026.
