

The Invincible
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01Informazioni su The Invincible
Nei panni dell’astrobiologa Yasna, esplora Regis III dopo che una spedizione scientifica si trasforma nella ricerca dei compagni scomparsi. Le tue scelte plasmano una storia filosofica con undici possibili finali. Su Steam, 87% recensioni positive su 10.381.
Team
Minimo registrato in 36 mesi
≈ 2,36 €2026-07-30 · KinguinGioco base · stessi dati del grafico sopra; storico in USD, non minimo regionale Steam.Lingue supportate
| Lingua | Interfaccia | Sottotitoli | Audio |
|---|---|---|---|
| Cinese semplificato | Sì | Sì | — |
| Inglese | Sì | Sì | Sì |
| Francese | Sì | Sì | — |
Mostra altre 7 lingue
| Lingua | Interfaccia | Sottotitoli | Audio |
|---|---|---|---|
| Tedesco | Sì | Sì | — |
| Spagnolo | Sì | Sì | — |
| Polacco | Sì | Sì | — |
| Russo | Sì | Sì | — |
| Portoghese (Brasile) | Sì | Sì | — |
| Ucraino | Sì | Sì | — |
| Giapponese | Sì | Sì | — |
Dati della versione Steam per PC · 2026-10-20
02Prima di acquistare
Modalità di gioco
La versione Steam per PC supporta completamente i controller. Yasna esplora Regis III da sola; The Invincible è un’esperienza senza modalità multigiocatore.
Lingue
L’audio completo è in inglese e i sottotitoli sono disponibili in dieci lingue; l’interfaccia supporta le stesse lingue.
03Domande frequenti
Di cosa parla The Invincible?
L’astrobiologa Yasna cerca i compagni dispersi su Regis III e incontra una minaccia che mette in discussione le convinzioni umane.
Le scelte cambiano la storia?
Sì. Le scelte influenzano la storia, che prevede undici possibili finali.
Come si esplora Regis III?
L’esplorazione è in prima persona e include strumenti come telemetro e localizzatore, oltre alla guida di un veicolo.
Recensioni Steam popolari
Selezione in lingua originale · 10 recensioniQuesta selezione di recensioni utili in questa lingua include consigli e critiche. Non rappresenta la valutazione positiva complessiva; le opinioni si riferiscono alla versione recensita.
Riproporre in un altro media un'opera di Lem é un azzardo, farlo nel mondo dei videogiochi é ancor piú rischioso visto il tipo di scrittura e narrazione tipico del polacco. Con The Invincible gli sviluppatori di Starward Industries riescono nell'impresa di rendere giocoso, affascinante e pregno di emozioni un racconto che é quasi totalmente privo di azione, figlio di una mente benedetta da una genialitá sconfinata. Un viaggio interiore prima ancora che una missione di ricerca, un viaggio in cui il genere tutto cerca di capire fin dove puó spingersi ed in cui si scontrerá con una realtá tanto affascinante quanto paurosa, non tutto ció che vediamo ci appartiene. Il gioco in sé é un walking simulator, pienamente basato sull'esplorazione e sul senso di scoperta. Il ritmo é frenetico, grazie ad una sequela di eventi, misteri e risposte sapientemente convogliate che vi porteranno sempre a mantenere alta la tensione. Si gioca, si interagisce e si viene anche spinti a ragionare sul da farsi, il viaggio di Yasna diventa anche il nostro viaggio alla scoperta del mistero di Regis III, alla ricerca di risposte che sembrano sempre banali ed elementari e che continuano a scivolarci via. Ció che ne segue é un affascinante esplorazione interiore della nostra umanitá, dell'evoluzione di specie e della tenacia della vista stessa come la conosciamo nel persistere all'interno di un universo di cui, con presunzione, pensiamo di conoscerne canoni e segreti.Mostra di piùMostra meno
Consiglierei questo gioco? Dopo qualche dubbio, rispondo di no. Non vorrei dargli un giudizio negativo, perché ha delle qualità. Poi però mi sono detto: se facessero un altro gioco lo comprerei a scatola chiusa: no, non lo comprerei. E allora il giudizio complessivo non può essere positivo. Graficamente è affascinante, ma l'esperienza mi è spesso noiosa. Non accade molto e l'interazione langue. Quello che si scopre via via non mantiene alta la tensione come dovrebbe, semmai è il contrario: ogni evento è la speranza che qualcosa di interessante si produca, ma poi si ricade presto nella noia. Mi viene subito da fare un confronto con un capolavoro del genere: "Everybody's gone to the rapture". li il misterio su quello che è accaduto si impone subito, la bellezza grafica è sostenuta con continuità dal senso di scoperta, da frammenti di narrazione che spingono ad andare più avanti e alla fine tutta l'esperienza diventa una magnifica rappresentazione che si costruisce poco a poco, come un quadro che si completa pennellata dopo pennellata fino allo sconcertante epilogo. Qui invece il mistero boccheggia. Si è sempre in attesa che accada qualcosa che dia una direzione all'esperienza, ma non accade granché, almeno fino al punto in cui sono arrivato, cioè dopo quasi 9 ore di gioco. Le uniche scoperte sono le bellissime creazioni grafiche architettoniche e i paesaggi. Anche se il finale fosse (come mi immagino che sia) sorprendente, per raggiungerlo bisogna attraversare una grande vacuità... allora forse è meglio leggere il libro del grande Stanislaw Lem.Mostra di piùMostra meno
"Non ogni cosa, in ogni luogo, ci appartiene." Pochi anni prima dello sbarco dell'uomo sulla Luna, nel pieno svolgersi della "corsa allo spazio", lo scrittore Stanisław Herman Lem ultimava la stesura de "L'Invincibile", noto in lingua originale con il nome impronunciabile di "Niezwyciężony". Il romanzo narra dello sbarco dell'astronave corazzata Invincibile sul pianeta Regis III, nella Costellazione della Lira, per una missione di recupero e soccorso dell'equipaggio della nave gemella precedentemente atterrata sul pianeta, la Condor. In meno di 300 pagine, Lem esplora temi ricorrenti e fondamentali della cosiddetta "fantascienza hard", un genere di sci-fi che esalta la precisione tecnica e l'accuratezza scientifica, come la relazione tra i diversi domini vitali e il loro posto nell'Universo, nonché il ridimensionamento dell'onnipotenza dell'umanità, sottolineando come l'evoluzione non porti necessariamente al dominio di forme di vita intellettualmente superiori. Insomma, è un libro sicuramente da leggere, che siate appassionati di sci-fi o meno. Tuttavia, non è fondamentale per godersi appieno "The Invincible", l'avventura narrativa sviluppata da Stardust Industries e pubblicata da 11 Bit Studios. Gli sviluppatori si sono ispirati al romanzo di Lem per realizzare una sorta di prequel, consentendo quindi a tutti di immergersi nelle lande desolate di Regis III e, chissà, magari appassionarsi alla produzione dello scrittore polacco proprio a partire da questa rappresentazione videoludica del suo prolifico lavoro. "Non ogni cosa, in ogni luogo, ci appartiene." è la brutale conclusione a cui Lem giunge nel suo romanzo, ed è quello che, suo malgrado, scoprirà la protagonista dell'opera di Stardust Industries. Yasna è una giovane astrobiologa assegnata a una spedizione che ha il compito di esplorare la superficie di Regis III alla ricerca di eventuali forme di vita da campionare e studiare. Inizialmente esclusa dal team destinato al vero e proprio sbarco sul pianeta, Yasna si risveglia però in una conca sabbiosa di Regis senza alcun ricordo di quello che le sia capitato prima. È vero che desiderava ardentemente far parte della spedizione, ma ora che il suo desiderio è realizzato, capirà ben presto quanto preziosa fosse in confronto la sicurezza della nave madre su cui si trovava prima. Dopo essere riuscita a ristabilire il contatto radio con l'astrogatore Novik, capo della spedizione rimasto a bordo della Dragonfly, la nave madre, Yasna verrà incaricata di scoprire che fine abbiano fatto i suoi compagni precedentemente atterrati sul pianeta, dei quali non si ha più nessuna notizia da troppo tempo. Nelle 7-8 ore successive (anche meno se, a differenza del sottoscritto, non vi fermerete a fotografare ogni meraviglioso scorcio di Regis III) il vostro obiettivo sarà dunque quello di esplorare l'inospitale superficie del pianeta (e non solo) alla ricerca dei vostri colleghi ma, soprattutto, di un modo per tornare in orbita. Proprio come l'opera madre, l'avventura esplora tematiche importanti e profonde, come l'evoluzione biologica, il rapporto uomo-macchina, l'impatto dell'uomo sull'Universo e la pertinenza del genere umano al di fuori del pianeta natio. Si tratta pur sempre di un walking-simulator, l'influenza di titoli come Firewatch o Road 96 è palese, ma l'opera prima di Stardust Industries ci ha convinti proprio per la cura estrema che è stata riposta nella narrazione, e per come questa riesca a tenerci incollati allo schermo seppur le nostre interazioni con il mezzo videoludico siano ridotte al minimo. Insomma, reinterpretando il titolo di questo paragrafo, si potrebbe dire che non tutti i generi videoludici sono per tutti, e che in maniera più che legittima questo titolo potrebbe non essere la vostra "cup of tea", come direbbero i britannici. Ma se il ritmo lento e il gameplay tendente allo scarno non vi spaventano, The Invincibile saprà ricompensarvi sicuramente con una storia che riesce a mantenere alta la curiosità fino alla fine, accompagnandovi attraverso scenari al contempo misteriosi e meravigliosi, dove probabilmente nessuno aveva mai messo piede prima... RECENSIONE COMPLETA SU KOTAWORLD.ITMostra di piùMostra meno
Penso che sia errato catalogare questo gioco come "avventura" o "simulazione di esplorazione", sarebbe più corretto "avventura grafica immersiva" dato che il gioco ti mette su dei binari predefiniti e non ti da alcuna libertà. Ho giocato 2 ore e il gameplay, lentissimo oltretutto, consisteva in: - guarda questo elemento - conversazione - inquadra questo elemento - conversazione - parla con questo npc - conversazione Di sopravvivenza non ha nulla, non ci sono meccaniche atte alla reale sopravvivenza e non c'è modo di sbagliare strada o perdere elementi lungo il tragitto dato che se non scopri tutti i punti di interesse non ti permette di proseguire. Il gioco ti mette di fronte a dialoghi con scelta multipla che però non portano alcuna differenza nella progressione Sinceramente sono rimasto estremamente deluso, questo titolo ti prende per mano e ti porta fino alla fine spiegandoti ogni volta cosa devi fare e cosa vedi, sembra ti prenda per un incapace.Mostra di piùMostra meno
Peccato la mancanza dell'italiano. Avrebbe meritato di più.Mostra di piùMostra meno
Per essere un'avventura grafica, con un gameplay ridotto all'osso, possiede una storia troppo debole. I personaggi non sono sviluppati e non si riesce a empatizzare con essi durante lo svolgimento della trama. L'ho trovato molto noioso e non sono nemmeno riuscito a completarloMostra di piùMostra meno
English version below (Io la traduzione in italiano la faccio, cari sviluppatori) Perche' videogiochiamo? Per fuggire dalla realtà, per metterci alla prova e migliorare le nostre abilità man mano che affrontiamo sfide più complesse. Semplicemente per passare tempo da soli o in compagnia. A volte anche solo per farci raccontare una storia. Questo però implica che il soggetto o la sceneggiatura del gioco siano all'altezza di un racconto che valga la pena leggere. Inoltre, nello specifico la fantascienza, ha bisogno anche di un fondamento di credibilità scientifica. Nel caso di Invincible ci troviamo ad una trasposizione di un romanzo di Lem, uno dei creatori di questo genere letterario e che ha influenzato generazioni di lettori ed ispirato nuove leve di scrittori. Personalmente nella mia trentennale esperienza videoludica poche volte mi sono sentito assorbito da un gioco come in questo caso. Iniziato e finito nel giro di due giorni e solo perche' la prima mi aveva portato ad un orario improponibile per poter continuare. Ovviamente questo significa che il gioco in se' offre poco piu' di 7/8 ore per essere completato. Che e' un limite sì, ma anche un vantaggio se si cerca appunto un' esperienza narrativa , una storia interattive e poco più. Non perche' non sia profonda la storia, appunto, ma perche' e' giusto che si esaurisca in qualche ora, senza allungare il brodo come in una serie tv. Date le dinamiche di gioco, che e' poco piu' che un walking simulator, a mio avviso una lunghezza superiore l'avrebbero reso frustrante. Invece ci sono i tempi giusti per esplorare, contemplare i paraggi o curiosare le installazioni. Manca un po' di liberta' soprattutto di "sbagliare", ovvero e' impossibile finire prematuramente la storia che da un lato e' una scelta comprensibile nell'ottica di non costringere il giocatore a rifare parti del percorso o passaggi piu' complessi per un errore o una strada sbagliata. Da questo punto di vista non e' quindi da considerare un survival game vero e proprio in quanto è impossibile NON sopravvivere! Il gioco offre vari "finali" a seconda di alcune scelte intraprese durante i dialoghi. La meccanica degli stessi pero' mi ha fatto desistere dal provare le altre possibilità a parte quelle specifiche del capitolo finale. Perche' molte parti non sono saltabili e implicano il dover rifare interi capitoli del gioco. Come detto in precedenza in pochi altri casi mi sono fermato a contemplare i paesaggi anche deserti da dietro un oblò filosofeggiando sull'infinità di mondi la' fuori che non avremo mai la possibilità di esplorare e di altrettanti misteri che non potremo mai comprendere o pericoli che forse è meglio non si debba affrontare. Per quanto riguarda se consigliare o no questo gioco, be' se lo trovate come me a pochi euro non perdetevi questa esperienza. Sappiate però che non è disponibile alcuna localizzazione in Italiano e sebbene l'interpretazione degli attori sia di gran livello, sarebbe stato carino almeno avere la possibilità dei sottotitoli tradotti. Non è un gioco per tutti, ma per chi ha voglia di farsi raccontare qualcosa, sì. Ora lo disinstallerò, ma con un po' di malinconia Per il resto non mi resta che citare appunto il gioco: "Non tutto quello che è la' fuori è per noi" ---------------------------------------------------------------------------------------------------- Why do we play video games? To escape reality, to challenge ourselves and improve our skills as we face increasingly complex challenges. Simply to pass the time alone or with others. Sometimes, even just to be told a story. But this implies that the game's subject matter or script must be up to the standard of a story worth reading. Moreover, science fiction specifically needs a foundation of scientific credibility. In the case of The Invincible, we're dealing with an adaptation of a novel by Lem, one of the creators of this literary genre, who has influenced generations of readers and inspired new generations of writers. Personally, in my thirty years of gaming experience, I have rarely felt as absorbed by a game as I did in this case. I started and finished it within two days—only because the first session kept me playing until an absurd hour, making it impossible to continue that night. Of course, this means the game itself offers just over 7–8 hours of gameplay. That is a limitation, yes, but also an advantage if what you're looking for is a narrative experience—an interactive story, and little more. Not because the story lacks depth, quite the opposite—but because it's right that it wraps up in a few hours, without dragging on like a TV series. Given the game mechanics, which are little more than a walking simulator, in my opinion a longer playtime would have made it frustrating. Instead, the pacing is just right for exploring, contemplating your surroundings, or snooping around installations. There’s a bit of a lack of freedom, especially when it comes to "failing"—that is, it's impossible to prematurely end the story. On one hand, this is an understandable choice to avoid forcing the player to replay parts of the journey or more complex sequences due to a mistake or wrong path. From this point of view, it's therefore not a true survival game, as it's impossible not to survive! The game offers various "endings" depending on certain choices made during dialogues. However, the dialogue system itself discouraged me from trying other outcomes, apart from those specific to the final chapter. Many scenes are not skippable, meaning you’d have to replay entire chapters. As mentioned earlier, rarely have I paused to contemplate deserted landscapes through a porthole, philosophizing about the infinity of worlds out there that we will never have the chance to explore—and about the countless mysteries we’ll never understand, or dangers that perhaps are better left unfaced. As for whether to recommend this game—well, if you find it for a few euros like I did, don't miss out on this experience. Be aware, however, that there’s no Italian localization, and even though the voice acting is top-notch, it would’ve been nice to at least have translated subtitles. It’s not a game for everyone—but for those who are open to being told a story, it definitely is. Now I’ll uninstall it, but with a touch of melancholy. In closing, all I can do is quote the game itself: “Not everything out there is meant for us.”Mostra di piùMostra meno
Clunky gameplay (but that's almost alright in a story driven game, could be done something to smooth things out), shaky camera while driving after discovering the Cloud, I often got a lot of shaders bugs during the entire gameplay, like grey or black squares patches on all of the terrain. Cool story, very cool visual, awesome designs, that brought me here, but I think I'll prefer to read the original book. P.S.: I must bring attention to frame drop and stuttering, currently with a 3060 it's not a smooth experience in MEDIUM graphics settings and less than native resolution.Mostra di piùMostra meno
Preso perché incuriosita dalla protagonista, un'astrobiologa, e a basso prezzo grazie agli sconti estivi, mi ritengo soddisfatta al 100%. Ho amato l'atmosfera, le ambientazioni, i colori e la grafica. Il gameplay, seppur semplicissimo, e la trama (o almeno la trama che ho creato con le mie scelte) mi hanno coinvolta parecchio. Un'avventura che consiglio soprattutto agli amanti dello spazio, della filosofia e dell'eticaMostra di piùMostra meno
Avventura grafica dal gameplay minimo, praticamente si tratta solo di camminare nell'unica direzione consentita dal gioco e interagire con gli unici oggetti con cui il gioco consente di interagire. Nonostante ci siano diverse scelte che sfociano in esiti diversi e anche in finali diversi, troppe volte il gioco ti fa sentire come se le tue decisioni non avessero alcuna importanza, a volte ponendoti nella situazione in cui sei obbligato dal gioco a fare qualcosa che non vorresti fare solo perché altrimenti il gioco non va avanti. Ho trovato molto frustrante l'utilizzo della mappa, c'erano delle volte in cui mi era semplicemente impossibile orientarmi e capire dove dovessi andare. Per "fortuna" non ci sono davvero così tante direzioni in cui si possa andare, quindi a una certa basta camminare dritto e prima o poi ti ritroverai con il gioco. Ho trovato la storia abbastanza blanda e lo stesso il mio finale. In generale, mi sono annoiato parecchio e se non fosse stato perché mi sono impuntato credo avrei abbandonato il gioco prima di finirlo. Anche tecnicamente, nonostante per il 90% del tempo tenessi i 50-60 fps, ogni tanto il gioco tirava delle laggate impressionanti senza motivo apparente. Inoltre, sia con DLSS che con FSR (li ho provati entrambi), ho incontrato problemi con l'illuminazione nell'arco di tutto il gioco, con il terreno che si illuminava a scacchiera anziché in modo omogeneo. Senza meccanismi di generazione dei frame non ho incontrato questo problema, ma il calo in performance e resa grafica era piuttosto importante. Unica nota positiva è la direzione artistica, dato che lo stile retrofuturistico è davvero una gioia per gli occhi, inoltre alcuni scorci di pianeti/satelliti nel cielo e di paesaggi in generale sono davvero meravigliosi. Purtroppo poi in realtà per la maggior parte del gioco si cammina su un deserto o tra caverne, quindi non è che davvero ci si possa godere questo aspetto positivo più di tanto. Comprato a 2,99 € in saldo sento di non averci perso tanto i soldi per l'acquisto, ma più il tempo di averlo giocato. Credo ci siano avventure grafiche molto migliori, anche se magari non con lo stesso stile retrofuturistico, che poi in realtà era proprio ciò che mi aveva portato ad acquistarlo in primo luogo.Mostra di piùMostra meno
Fonte: recensioni originali degli utenti Steam. I voti di utilità sono un’istantanea archiviata, non dati in tempo reale. Ultima raccolta: 15/08/2026.